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La pittura di Ruggero Michahelles ha un ampio respiro, il suo colore è una dimensione, la semplicità delle forme crea una dinamica interna ai dipinti medesimi. Il movimento, ispiratore del Futurismo, è visibile non solo nei suoi dipinti del periodo medesimo, ma anche in quelli successivi, in particolare in quelli degli anni 60, in cui l'artista crea movimenti dai soli colori e dalle forme.
Ruggero Alfredo Michahelles nasce a Firenze il 3 maggio del 1898 in una famiglia benestante e cosmopolita discendente dal famoso scultore neoclassico americano Hiram Powers. Manifesta dall'età di circa 15 anni, grande interesse per la pittura, tale da frequentare, all'insaputa del padre, lo studio del Prof. Marfori-Savini e quello del pittore Julius Rohlsoven e comincia il suo esordio a Firenze come pittore. Nel 1914 espone giovanissimo a Firenze e in altre città d'Italia (ritratti, paesaggi toscani, acqueforti, scenografie, sculture, incisioni). Il 1920 è un anno importante per Ruggero Michahelles poichè, insieme al fratello Ernesto collabora all'invenzione ed alla promozione della "Tuta", abito futurista. Nel 1923 si laurea in Chimica all'Università di Firenze . Prende parte alla vita artistica fiorentina: all'organizzazione della Corporazione Belle Arti e del I° Sindacato delle Arti a Firenze e due anni dopo vince, con il fratello Ernesto, il Concorso Nazionale "Premio Nazionale dell'Italica", riservato agli artisti contemporanei in Toscana, per il nuovo allestimento scenico dell' "Aida". Frattanto aderisce al "Gruppo Toscano Futurista" e a tutte le manifestazioni futuriste coniando lo pseudonimo di RAM.
Dal 1925 al 1931 collabora alla rivista "Illustrazione Toscana" e dal 1926 al 1942 incomincia una lunga collaborazione con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia" e con il periodico "Natura" per i quali realizza copertine e illustrazioni. Lavora, intanto, anche per il Ministero del Turismo facendo cartelloni e pubblicità. Collabora all'allestimento delle Mostre dell'Artigianato e dell'Agricoltura. In questo periodo, come suggerito dall'amico Giorgio De Chirico, comincia ad utilizzare lo pseudonimo "Micaelles".
Il 1927 è per RAM un anno molto importante poiché a Parigi si trattiene con Alberto Magnelli, Giorgio De Chirico, Massimo Campigli, Mario Tozzi, Marino Marini , Arturo Loira, Maurice Denis, Otton Friez, Carlo Carrà, Zadkin, De Pisis, Mirò, Fernand Léger, Alberto Savinio, Renato Paresce, Kisling, Jacovleff, Bakst, Massine, Serg Lifar, San Lazzaro, Borsi, Ezra Pound. In questo contesto matura i presupposti di uno stile d'ispirazione metafisica e di una moderna e rara classicità. Nel 1928 viene realizzata a Palazzo Feroni, a Firenze, la sua prima importante mostra personale e sempre nel 1928 è invitato alla XVI Biennale di Venezia in cui espone la pittura "Il cipresso della strada". Nel 1930 si propone anche come scultore alla IV Mostra Regionale d'Arte Toscana. Sempre nel 1930 partecipa alla XVII Biennale di Venezia con "Madre Solare", scultura in terracotta. Nello stesso anno si sposa a Firenze con Olga Oulsufieff di nobile famiglia russa dalla quale avrà una figlia Dana; divorzierà poi nel 1939.
Nel 1931, partecipa alla Prima Quadriennale di Roma. In seguito, con il fratello Thayaht cura la stesura di un documento di architettura funzionale "Brevetto per Casolaria - Le case in serie" - "Casa d'oggi", "Casa minima", "Casa media". Lo stesso anno partecipa alla Mostra futurista fiorentina organizzata da Antonio Marasco e dal fratello Ernesto, esponendo "Madre Natura" scultura in bronzo del 1929 e tre pitture: "Il varo", "Idroscalo", "Piroscafo". Nel frattempo, dal 1931 al 1938, realizza a Parigi una serie di opere in stile definito da lui stesso "neo metafisico". Da questo momento RAM continua inoltre a fare esposizioni in mostre futuriste, tra cui, nel 1931, l'esposizione a Milano alla Mostra Futurista di Aeropittura e di Scenografia alla Galleria Pesaro. In questo stesso anno elabora, insieme al fratello Thayaht, il "Manifesto per la trasformazione dell'abito maschile". Inoltre partecipa con la scultura "La Quadriga" al concorso indetto dalla Metro Goldwyn Mayer per il lancio del film di Ben Hur, che gli vale il terzo premio. La stessa opera parteciperà al concorso indetto dalla XVIII Biennale di Venezia del 1932 per la celebrazione del primo decennale della Marcia su Roma, concorso dal tema "La vittoria del Fascismo" che gli vale il primo premio.
Nel 1932 partecipa al Concorso Nazionale della Stazione di Firenze (per il progetto degli urbanisti fiorentini Bianchini-Fagnoni) presentando "La Stele delle Ferrovie" modellino in legno di scultura architettonica. La Stele delle Ferrovie doveva essere poi collocata davanti al piazzale della stazione di Firenze. Sempre nel 1933 partecipa alla Mostra "Arte sacra Futurista" a Palazzo Feroni, a Firenze, organizzata da Fillia/Marasco; lì Ram espone "La vittoria del Fascismo", la scultura; "Madre Natura", scultura bronzea, il progetto "Monumento al Marinaio Italiano" che doveva sorgere a Brindisi e le pitture "Stormo" (aeropittura) e "Inseguimento". Nel 1934 partecipa alla Mostra d'Arte Toscana a Firenze. 
Nel 1933 partecipa alla Mostra Omaggio Futurista a Umberto Boccioni alla Galleria Pesaro di Milano, dove presenta "La Stele delle Ferrovie". Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale di Roma con l'opera "I figli della Lupa". Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Futurista di Aeropittura a Milano esponendo una pittura "Volo".
Nel 1936 alla XX Biennale di Venezia Ram espone la scultura di bronzo "Il Duce" (l'Uomo XIV - 1936). Nel 1936 viene realizzata a Parigi, alla Galerie d'Art Le Niveau di Nemont - 133, Blvd. Montparnasse- una mostra personale, presentata in catalogo da Giorgio De Chirico e l'anno successivo vince il Prix Paul Guillaume a Parigi. Da questo momento inizia un lungo periodo in cui l'artista alterna al soggiorno fiorentino frequenti viaggi a Parigi. Purtroppo, il lavoro parigino di questi anni sarà quasi completamente distrutto o saccheggiato durante l'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale, così come una notevole quantità di opere a Firenze (circa centocinquanta), distrutte durante un bombardamento alleato. Dopo la fine del conflitto continua appartato ed in solitudine la propria ricerca pittorica. In questo periodo comincia a rappresentare nella sua pittura figure di saltimbanchi, reminiscenza del suo periodo giovanile in maremma in cui l'artista era stato molto in contatto con famiglie di saltimbanchi ed i loro teatrini. Nel 1947 realizza la mostra personale presentata dall'amico Gianni Vagnetti, presso la Galleria d'Arte Sandri di Venezia.
Nel 1952 si sposa in seconde nozze con Amelia Pietrini dalla quale avrà due figli, Riccardo e Sandro. Dal 1959 al 1973 realizza una importante serie di pitture di nudi, caratteristiche per l'uso di soli due colori con le relative sfumature (bianco-azzurro o rosa-azzurro). Del 1968 è la sua ultima mostra personale, presso la Galleria Michelangelo di Firenze. Muore a Firenze il 14 Marzo 1976.
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